Mostra di oggetti del lavoro e della vita quotidiana nella Villar Dora del primo Novecento

Villar Dora
Castello dei Conti Antonielli d'Oulx
30 Maggio - 7 Giugno 1987

NOTE ILLUSTRATIVE
a cura del
GRUPPO CULTURALE VILLARDORESE

   

1. Perchè questa mostra

Questa esposizione nasce dall'esigenza di salvaguardare il retaggio di una cultura che oggi si pu dire scomparsa. Recuperarne, sia pure parzialmente, l'immagine concreta, al di l di vuota retorica o di nostalgie fuori luogo, l'obiettivo che questo nostro lavoro si proposto.

Diciamo subito, pertanto, che non si tratta di una mostra di oggetti "belli" o, peggio ancora, di antiquariato, riservata agli esperti. Al contrario, gli oggetti che il visitatore trover esposti saranno spesso poco belli esteticamente, recheranno i segni del loro lungo utilizzo, l'impronta quasi delle mani che li hanno usati, i segni del materiale che hanno trattato. Ma, proprio per questo, sono una testimonianza di vita dura, di fatica, spesso di stenti, di un’esistenza attenta a non disperdere nulla di quanto potesse essere utile per far fronte ad una povert materiale oggi non pi immaginabile.

In questo, crediamo, consiste il valore degli oggetti che abbiamo voluto proporre all'attenzione dei visitatori.

 2. La struttura della mostra

La vita, a Villar Dora come nel resto delle campagne, si svolgeva in un ambito ristretto:

La cucina costituiva il vero luogo di abitazione. Qui non si cucinava soltanto: questo locale fungeva da sala da pranzo, da luogo di ricevimento per gli ospiti, da officina di trasformazione dei prodotti derivati dal latte come burro e formaggio.

La camera da letto aveva una funzione sussidiaria. Talvolta veniva disertata per un sonno nel fienile, talaltra per la stalla, luogo riscaldato dagli animali e quindi particolarmente accogliente nelle notti invernali. Mentre la cucina era riscaldata dal camino, la camera non aveva, in genere, alcuna forma di riscaldamento. Il suo arredamento finiva quindi per essere ridotto all'essenziale: il letto con appesa un'immagine sacra, un armadio, i comodini con le immagini di qualche caro defunto, l'occorrente per lavarsi, gli immancabili scaldini.

La stalla era un altro ambiente essenziale, non solo come caldo rifugio, ma come punto d'incontro. Era, se vogliamo, il salotto dei contadini. Qui ci si dava convegno nelle lunghe sere invernali. Mentre le donne cucivano, tessevano o intrattenevano gli ultimi nati, gli uomini facevano piccoli lavoretti, scambiando tutti insieme quattro chiacchiere che finivano per lo pi nella narrazione di vicende che talora assumevano la tonalit della favola. E, intanto, si potevano tenere d'occhio gli animali che costituivano il patrimonio maggiore delle singole famiglie.

La cantina. Non solo il vino ma i formaggi, i salumi, le patate trovavano collocazione in questo locale. La vita contadina era scandita da tutta una serie di operazioni che coinvolgevano la vita della cantina, legata al ciclo del vino.  

L'esterno. Erano i campi ed i boschi. Con la forza delle proprie braccia e con l'aiuto degli animali e delle prime macchine agricole (rare ed utilizzate principalmente per la battitura del grano) i nostri antenati vi ricavavano il proprio sostentamento. Grano, mais, patate, ortaggi dai campi, legna per riscaldarsi, per costruire gli oggetti di uso quotidiano dai boschi. Tutte le case disponevano quindi degli attrezzi per la coltivazione dei campi e per il taglio e la lavorazione del legno.

L'artigianato. L'artigiano per eccellenza, che non mancava in nessun paese, era il calzolaio. A lui erano affidate la confezione e la conservazione delle scarpe (per "la festa") dei nostri nonni, a lui si ricorreva per gli zoccoli (spesso fatti in casa) bisognosi di riparazioni. Ma il calzolaio non era solo questo: era l'uomo a cui si ricorreva per i finimenti degli animali, per ricucire borse od altri oggetti in pelle. Per questo ne abbiamo riproposto qui i "ferri del mestiere".

Seguendo l'organizzazione della vita quotidiana sopra ricordata, la mostra si articola quindi in quattro sezioni:

  1. Gli oggetti destinati alla cucina

  2. Gli oggetti della camera da letto

  3. Gli oggetti usati per i lavori della cantina

  4. Gli oggetti del lavoro nei campi, nei boschi, dell'artigiano

3. Alcune note

Se appena si guardano con un po' di attenzione questi oggetti, un fatto colpisce subito: la povert del materiale. Per lo pi si tratta di legno, le parti in metallo sono ridotte all'essenziale, talvolta anche le viti sono in legno. Siamo in un'epoca che non conosce materie plastiche, n leghe di metalli sofisticate. Molti oggetti sono fabbricati dagli stessi utilizzatori, ciascuno dei quali era un po' contadino ed un po' artigiano, sapeva costruirsi scale e cesti e ripararsi gli attrezzi.

La figura che emerge da questi oggetti non solamente quella di un uomo sostanzialmente povero, costretto ad un duro lavoro per sopravvivere. Emerge anche la figura di un uomo dalle molteplici capacit in grado di coltivare campi, abbattere alberi, costruirsi oggetti, produrre vino e formaggi. Una figura complessa e polivalente, quindi, alla quale guardare con molto rispetto. Ed appunto questo che intendiamo fare.

È da tener presente ancora che la presentazione degli oggetti, predisposta su schede apposite, tiene conto degli aspetti linguistico-dialettali della zona e la denominazione indicata nelle due forme dialettali, piemontese e villardorese, valorizza i gruppi linguistici interessati. A tal proposito si informa che verr preparato un catalogo illustrativo utile ai fini didattici-dimostrativi-informativi.

4. Ringraziamenti

La realizzazione di questa mostra stata resa possibile dalla generosa collaborazione di molti abitanti di Villar Dora e di paesi vicini che ci hanno messo a disposizione tanto materiale. Pertanto desideriamo rinnovare i nostri pi vivi ringraziamenti a:

Desideriamo inoltre esprimere la nostra riconoscenza alla famiglia Antonielli d'Oulx che ha gentilmente posto a nostra disposizione i locali nei quali stata allestita la mostra.