Il Gruppo Culturale Villardorese ha inaugurato con grande partecipazione un nuovo ciclo di approfondimenti su temi di attualità, partendo dall’Intelligenza Artificiale (AI).
La serata del 23 gennaio 2026, dal titolo “Intelligenza Artificiale – presente e futuro”, ha visto una sala gremita nonostante il freddo invernale, con interventi di alto profilo e vivace confronto col pubblico. Anna Bugnone, Presidente del Gruppo, ha accolto i partecipanti sottolineando il desiderio di promuovere dibattiti su temi d’attualità in un’epoca di cambiamenti «epocali e velocissimi».
Leonardo Chiariglione, fondatore di MPEG e Presidente di MPAI, ha tracciato un affascinante percorso storico: dall’abaco e dal regolo calcolatore, passando per astrolabi e macchine di Pascal, fino ai moderni PC e smartphone. «L’AI – ha spiegato – non è fantascienza: è l’evoluzione di strumenti che aiutano l’uomo a calcolare e decidere su scala impossibile per individui soli».
Sono state poi esplorate visioni letterarie – dal Golem a Frankenstein, dalle leggi di Asimov a HAL 9000 – per evidenziare dilemmi etici attuali: controllo delle macchine, responsabilità del programmatore, divergenza di valori umani e artificiali. Spiegando neuroscienze e scienze cognitive, è stato descritto come il cervello umano ispiri l’Intelligenza Artificiale, citando applicazioni reali: assistenti virtuali, diagnostica, medicina e farmaci, veicoli autonomi e robot.
È poi stata evidenziata la necessità di definire standard per rendere trasparenti i processi decisionali delle macchine. Per il futuro si delineano interfacce vocali e gestuali, AI “on-device”, ma anche interrogativi su utilità sociale contro profitti privati, senza trascurare l’arduo problema di insegnare il “bene e male” a entità non senzienti.
Vincenzo De Carlo, tecnico e progettista di innovazione e tecnologie avanzate, ha poi illustrato il “Vibe coding”, un recente approccio alla programmazione informatica basato sull’AI, in cui si descrivono idee o problemi ad un LLM (ad esempio un chatbot specializzato), senza scrivere codice manualmente. L’AI genera, testa e perfeziona il software, spostando l’attenzione dal controllo sintattico alla guida intuitiva e conversazionale del processo: un processo ideale per prototipi rapidi, che rende lo sviluppo accessibile anche a non esperti.
Gianni Colombo, già direttore di ricerca presso lo CSELT (Telecom), presidente Mobile Domain UE, membro ISTAG ed European Institute of ICT, direttore Istituto Superiore Mario Boella di Torino e docente esterno del Politecnico di Torino, ha completato il quadro con ricadute pratiche e innovazioni, confermando il potenziale trasformativo dell’AI ma anche la necessità di consapevolezza, regole e competenze diffuse.
Il pubblico ha interagito con domande su coscienza delle macchine e relatività etica: «Talvolta non sappiamo dove sia la coscienza umana, figuriamoci in una macchina», hanno concluso i relatori, invitando ad approfondimenti tematici e interdisciplinari sull’argomento.
I prossimi incontri riguarderanno i temi della transizione energetica (in primavera, con focus su auto elettrica e comunità energetiche) e dei mutamenti nel potere globale (in autunno).
Testo: L. R. / Foto: I. C.
